Writing

Arcieria & Cavalleria, Edizioni Penne e Papiri, Tuscania, 2006
 
La raccolta di saggi dell'autore è un nobile aiuto per tutti coloro che desiderano comprendere la vita dell’Ordine nel Tempio in semplicità, esaminando sia l’aspetto monastico che guerriero grazie ad una minuziosa descrizione delle regole di vita conventuale e all’uso delle armi nell’arte della guerra. Ma il vero filo conduttore dell’intera opera è l’arciere e il suo equipaggiamento sia nella visione più pratica come arma da guerra e caccia, sia nei suoi aspetti simbolici in cui l’antico combattimento dell’arco era strettamente legato a quello con la spada, entrambi simboli solari regali, quindi con la stessa implicazione spirituale come si desume nella storia di Tolkien e in ultimo nei suoi aspetti più riposti come strumento d’esorcismo nelle opere di Bosch. Questo lavoro di saggistica è propedeutico per tutti coloro che vogliono approfondire con serietà il Medioevo e di stimolo per quanti desiderassero percorrere il sentiero che conduce a sollevare il velo alla Vera Tradizione. (dalla prefazione di Franco Ceccarelli)
 
Note 
 
Consultabile nelle biblioteche nazionali di Roma e Firenze, e in quelle locali di Ostuni, Jesi, Valle San Nicolao e Viterbo. | OPAC SBN https://opac.sbn.it/risultat.../-/opac-adv/detail/ANA0196729  


Burgensis, EDDA Edizioni, Roma, fine 2026

 Burgensis di Franco Faggiano: un viaggio nel cuore del Medioevo castigliano

Il Medioevo non è soltanto un’epoca remota fatta di castelli, cavalieri e cattedrali. È un universo di simboli, relazioni, conflitti e memorie che ancora oggi continua a interrogare la nostra idea di Europa e di identità culturale. In questo orizzonte si colloca Burgensis, una raccolta di saggi dedicata a Burgos e al suo straordinario patrimonio storico, artistico e spirituale.

Più che una semplice città, Burgos emerge in queste pagine come un crocevia della civiltà medievale. Antica capitale castigliana, nodo del Camino de Santiago, sede di monumenti e istituzioni di primissimo piano, Burgos diventa il laboratorio attraverso cui osservare la complessità del Medioevo iberico.

L’opera si articola in dieci saggi che accompagnano il lettore in un percorso coerente e progressivo. Dalla nascita e dallo sviluppo urbano della città alla presenza degli ordini religiosi, dal ruolo della nobiltà e degli ecclesiastici alla monumentalità della cattedrale e del monastero di Las Huelgas, fino al pellegrinaggio compostellano e alla figura di El Cid, Burgensis costruisce una vera e propria geografia storica e simbolica della Castiglia medievale.

Uno dei meriti più evidenti del volume è la capacità di coniugare rigore e leggibilità. La narrazione evita tanto l’erudizione specialistica fine a sé stessa quanto la semplificazione superficiale. La ricostruzione storica si fonda su una bibliografia solida e riconosciuta, restituendo al lettore un quadro affidabile e ben documentato.

Particolarmente significativa è l’attenzione dedicata agli ordini religiosi medievali. Il Cistercianesimo e la figura di Bernardo di Chiaravalle sono presentati nella loro duplice natura spirituale e politica, mentre il saggio sull’Ordine del Tempio si distingue per equilibrio e prudenza interpretativa, sottraendo la storia templare alle frequenti deformazioni leggendarie e ricollocandola nel suo autentico contesto storico.

La riflessione si approfondisce ulteriormente nei capitoli dedicati alla cattedrale di Burgos e a Las Huelgas. Qui l’architettura non viene letta soltanto come espressione artistica, ma come linguaggio del potere, luogo di costruzione del sacro e spazio di rappresentazione politica. Monumenti e istituzioni appaiono così non come realtà isolate, ma come elementi di un sistema complesso di relazioni sociali, simboliche e dinastiche.

Tra i contributi più originali del volume spicca proprio la lettura sociologica e culturale del patrimonio medievale. Attraverso il dialogo con la storia delle mentalità, la memoria collettiva e la dimensione simbolica dello spazio, Burgensis suggerisce che il Medioevo non possa essere compreso unicamente attraverso eventi e cronologie, ma richieda attenzione ai significati, ai rituali e alle forme della legittimazione politica e religiosa.

Il viaggio si conclude con due temi centrali della memoria medievale iberica: il pellegrinaggio verso Santiago e la figura di El Cid. Burgos appare allora come luogo d’incontro fra storia e mito, fra esperienza religiosa e costruzione identitaria, fra documentazione e memoria collettiva.

Burgensis non si propone come monografia specialistica destinata esclusivamente agli studiosi, né pretende di avanzare radicali revisioni storiografiche. La sua forza risiede altrove: nella capacità di offrire una sintesi colta, coerente e culturalmente ambiziosa del Medioevo castigliano, rendendo accessibili temi complessi senza rinunciare alla serietà della ricerca.

Per studiosi indipendenti, appassionati di storia medievale, lettori interessati al Camino de Santiago e al patrimonio della Spagna medievale, quest’opera rappresenta un invito a guardare Burgos non soltanto come città monumentale, ma come uno dei grandi paesaggi storici dell’Europa medievale.

In un tempo in cui il Medioevo viene spesso ridotto a stereotipo o a semplice immaginario, Burgensis restituisce profondità storica e densità culturale a un mondo che continua a parlare al presente.


Note
 
L'opera saggistica ha ricevuto l'Alto Patrocinio della CEAC-M in riconoscimento del suo valore culturale e della sua piena sintonia con i principi di pace, fratellanza e unità europea promossi dalla Confederazione.



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